Efficacia Operativa

  1. Maggiore Produttività

C’è ormai un unanime consenso nel mondo accademico ed aziendale: il telelavoro influisce positivamente sulla produttività dei lavoratori.

Prima di analizzare nel dettaglio gli effetti diretti di questi relazione, riflettiamo su quanto abbiamo appreso nello scorso post, relativamente ai benefici di gestione del personale:

Sicuramente ognuno delle leve sopra descritte ha anche un effetto indiretto sulla produttività:

  • I migliori talenti sono ovviamente più produttivi in quantità e/o qualità
  • La diminuzione delle malattie genera maggiore presenza sul posto (remoto) di lavoro e quindi maggiore produzione a parità di costi
  • Lavoratori contenti producono di più

Quanto sopra descritto sono effetti indiretti.

Esistono però studi che mostrano come intrinsecamente, a prescindere da chi è – quante ore lavora e quanto è contento, chi lavora da remoto produce di più. Ad esempio, uno studio condotto sui lavoratori dei call center in Cina (Does Working from Home Work? Evidence from a Chinese Experiment), mostra un aumento del 13% nella performance, così distribuito:

  1. 9% perché i telelavoratori lavorano più tempo per turno (meno pause e meno assenze per malattia)
  2. 4% perché rispondono a più chiamate per minuto (grazie a un ambiente di lavoro meno rumoroso e disturbato)

Ora:

  • mentre il fattore a) non può propriamente definirsi come un fattore di aumento di produttività ma di produzione in generale (i lavoratori producono di più perché lavorano più tempo a parità di costo) ed è in parte correlato ai fattori trattati nella sezione Human Resources (diminuzione delle assenze per malattie contratte sul posto di lavoro e morale dei lavoratori, che possono in parte, impattare positivamente le assenze per malattia e le pause),
  • il fattore b) è propriamente un fattore di produttività (risultato su ore effettivamente lavorate) ed è identificato dallo studio come generato da un ambiente di lavoro meno rumoroso e quindi indipendente dai fattori trattati, sullo scorso post, nella sezione di Human Resources.

Lo studio riportato è quindi una prova lampante di un beneficio diretto (non mediato da altri fattori) che il telelavoro porta alla produttività e che quindi si aggiunge ‘on top’ ai benefici dell’area Human Resources.

  1. Minor Assenteismo

E’ ormai provato che il telelavoro diminuisce il fenomeno dell’assenteismo.

Fra le decine di studi ed esperimenti a supporto dell’affermazione, ci piace citare un esempio particolarmente vicino a noi: Poste Italiane.

Poste Italiane ha effettuato un esperimento sui suoi Contact Center, includendo su un biennio circa 500 lavoratori. A commento dei risultati dell’esperimento, Ruggero Parrotto, Responsabile formazione – comunicazione interna e responsabilità sociale di Poste Italiane, ha affermato quanto segue:

“Abbiamo avuto un aumento di produttività media dei nostri telelavoratori del 30% ed un calo di assenteismo del 25%”.

Anche nel caso dell’assenteismo, il miglioramento è causato da molteplici fattori:

  • maggiore soddisfazione intrinseca e conseguente maggiore propensione alla presenza sul posto di lavoro virtuale
  • minori assenze legate a malattie contratte sul luogo di lavoro
  • riduzione dello stress con relativa diminuzione delle affezioni correlate
  • minori assenze legate a fenomeni meteorologici estremi (ad es. nevicate)
  • maggiore compatibilità con emergenze familiari (ad es. prole malata da accudire)
  • maggior propensione a lavorare con affezioni leggere, per le quali il vero impedimento è lo spostamento più che il lavoro in se stesso
  1. Migliore copertura degli orari di servizio

Un lavoratore tradizionale che abita o lavora in una grossa metropoli è abituato a misurare la sua giornata tipica con il metro delle 10 ore e non delle 8 ore:

  • 1 h per raggiungere il luogo di lavoro
  • 8 h di lavoro
  • 1 h per tornare a casa la sera

La maggior parte dei lavoratori preferirebbe ragionevolmente restare a casa per queste 10 ore e accetterebbe probabilmente di distribuire la disponibilità in modo flessibile in quelle 10 ore, magari anche concordandola di volta in volta in relazione alle esigenze effettive dell’azienda.

Questa flessibilità è tanto più apprezzabile nelle mansioni di contatto con la clientela o di servizio.

Si pensi ad esempio a quanto è importante per un call center coprire le curve di traffico in modo flessibile ed esteso.

Ovviamente questo beneficio va correttamente considerato una potenzialità operativa, da concordare in modo adeguato con i rappresentanti dei lavoratori in base agli accordi e alle relazioni esistenti.

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Giuseppe Arduino

Informatico per natura (e cognome), ingegnere per studio e commerciale per vocazione, aiuto le aziende a concentrarsi sul proprio business attraverso la filiera tecnologica Nextip e le soluzioni di smartworking dedicate al mondo dei contact center. Ogni settimana condivido risorse e webinar sul nostro canale Telegram: Nextip2010